9 giugno, la Manifestazione antiBush e l'informazione italiana: un caso di censura?

22 giugno 2007

Due mail da Listaetica (ho protetto la privacy degli autori) sul servizio che l’informazione italiana ha dato sulla manifestazione Antibush a Roma il 9 giugno, il silenzio assoluto sul pacifismo e qualche parola sui pochi cretini facinorosi.  

La nostra informazione deve cambiare: E’ ORA!

> ciao XXXXX, sono XXXXX e ti rispondo per condividere con te lo sconcerto per la disinformazione riguardo la manifetazione del 9 Giugno.
>   Se la libertà è partecipazione, come cantava il nostro amato signor G., allora siamo stati liberi per un bel pomeriggio, insieme ai tantissimi che come noi manifestavano il proprio dissenso alla violenza spacciata per democrazia.
>   La libertà ho sentito scemare appena ho acceso la tv una volta rientrata in casa.D0v’ era l’enorme fiumana colorata e pacifica di persone con cui ero stata?Dove la consapevolezza civile di tutti i fratelli e amici che ho incontrato.Siamo stati sepolti sotto silenzio e ditro le facce coperte di pochi violenti, poi identificati come appartenenti alla tifoseria calcistica.
>   Di fronte alla prova concreta di tanto marciume giornalistico bisogna che ci si attivi ancora di più nella ricerca di inforazione e papprofondimenti, bisogna che la domanda crei l’offerta e mai viceversa. chiediamo e cerchiamo informazione corretta.Listaetica per questo offre un ottimo forum, bisogna che si allarghi a macchia d’olio…
>
>XXXXXXXXX <XXXXXXXXXX@yahoo.it> ha scritto:
>           E’ sorprendente per me il resoconto che hanno fatto i grandi
> quotidiani e le televisioni di stato della manifestazione del 9
> giugno contro la visita di Bush. Lo dico perchè alla manifestazione
> io c’ero e ho potuto vedere i tantissimi che hanno sfilato da piazza
> Esedra a piazza Navona dalle ore 15.30 in poi.
> Mi aspettavo qualche ripresa televisiva o foto d’insieme di questa
> grande fiumana di gente colorata. I più erano gente di pace che
> condanna la politica militare del presidente americano.
> Invece niente di tutto questo si è visto nei resoconti dei media.
> Anzi la prima pagina de “La Repubblica” del giorno dopo apre con una
> foto di un singolo manifestante a volto coperto immortalato intorno
> alle 19.00 vicino piazza S. Pantaleo a lanciare una bottiglia contro
> gli scudi dei carabinieri.
> Altro passaggio molto sottile e fraudolento dei media: si è dato
> risalto alla vernice con la quale è stata imbrattata la lapide di
> Aldo Moro a via Fani avvicinando tale episodio alla manifestazione,
> con la prossimità visiva degli articoli sui giornali e di successione
> sonora sui gr e tg. Un evento isolato e deprecabile che però non
> aveva niente a che fare con i centomila partecipanti al corteo
> antibush.
> La scelta di Repubblica come quella del Corriere della sera, come
> quella della Rai, hanno avuto la stessa impronta: quasi nessuna
> immagine o sequenza ” panoramica” delle 3 ore di sfilata su via
> Cavour dei tanti volti e delle tante persone di pace che avevano
> qualcosa da mostrare e da dire con la loro presenza, mentre
> moltissimo risalto al finale del percorso quando una decina di
> facinorosi provocatori, amplificati alla massima potenza dai media,
> ha rotto una vetrina o ha lanciato qualche pietra o bottiglia.
> Sono d’accordo che, rispetto a questo evento marginale e
> insignificante in mezzo a quasi centomila manifestanti, la gestione
> da parte della Questura e del Prefetto Serra sia stata equilibrata e
> ammirevole.
> L’unico neo dell’ordine pubblico è stata la mancata previsione del
> tappo creatosi in prossimità di piazza Navona.
> La valanga di gente, forse non prevista nonostante il boicottaggio
> attivo sulla regolare funzionalità dei treni in arrivo da Milano e
> dal sud, non sarebbe mai potuta entrare tutta nella piazza di arrivo
> e questo ha provocato l’arresto prolungato del flusso ed ha favorito
> il confronto tra minoritari gruppi di facinorosi e i folti cordoni di
> forze dell’ordine.
> In conclusione va dato atto alle forze dell’ordine di non aver
> fomentato l’accensione di focolai di scontri ma va attribuita senza
> dubbio una forte accusa alle scelte editoriali di grandi giornali e
> TV pubbliche per aver voluto dolosamente disinformare gli italiani
> sulla riuscita della grande manifestazione contro le guerre.
> Per aver ingannato molti ignari telespettatori e radioascoltatori che
> hanno ricevuto della manifestazione solo quella strana mezz’ora di
> tensione a San Pantaleo e niente che potesse riguardare i contenuti,
> le testimonianze, i volti e i numeri dei partecipanti.
> Addirittura il taglio della prima pagina della Repubblica tenta in
> malafede di attribuire il flop ad entrambe le iniziative del
> pomeriggio: quella di piazza del popolo e quella di piazza della
> Repubblica.
> Quella di ieri 9 giugno è stata senza dubbio una pagina scura nella
> storia del giornalismo italiano.
>
> XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
>

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